venerdì 5 settembre 2014

"Putissimu puru ammazzarlu" quest'uomo che vive il Vangelo e fa paura

È passato qualche giorno dalla rivelazione delle intercettazioni in cui Riina minaccia don Ciotti, parlando con Alberto Lo Russo. Sono intercettazioni che risalgono a più di un anno fa, ma il cui contenuto è stato reso noto il 31 agosto.

Dopo le prese di posizione di Laura Boldrini, di Pietro Grasso, di tanti rappresentanti di Libera e di molti altri, solidali con il prete "diverso", quello che piace anche ai non credenti perché "non è come gli altri", l'unica cosa che sono riuscita a pensare è che la Chiesa dovrebbe prendere una posizione molto più decisa, non solo a parole ma anche a fatti. 

Non mancano di certo preti come 3P, padre Pino Puglisi, come don Peppe Diana, come don Aniello Manganiello o don Luigi Merola, come don Tonino Bello; ma finché non prenderanno una posizione tutti quanti, allora non saranno mai abbastanza. 

È di questo tipo di epidemia che c'è bisogno all'interno della Chiesa, a partire dai sacerdoti fino a contagiare l'intera comunità; e non a partire dai laici fino ad arrivare, forse, un giorno, al prelato. 

Le parole di don Luigi Ciotti dovrebbe fungere da monito per tutti quelli che hanno deciso di stare fermi immobili nel loro mondo, senza sporcarsi mai le mani. Questo "atto di fedeltà al Vangelo" che alcuni vivono sulla propria pelle giorno dopo giorno, lo vedo scivolare via come un getto d'acqua nella vita di altri "pastori di anime". Quali anime, mi chiedo, possono condurre all'amore del Vangelo, quando non lo vivono in prima persona?

La mafia sembra sempre un problema lontano da noi, soprattutto qui al Nord, mentre se facessimo attenzione al mondo che ci circonda, ci accorgeremmo che la mafiosità è uno dei comportamenti più diffusi, insieme all'indifferenza e all'individualismo, che, per quanto mi riguarda, ne sono due delle principali cause. 

Ecco perché le parole del Papa non bastano, sono solo un punto di partenza e non dobbiamo lasciare che restino tali, senza conseguenza alcuna. 

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