La cosa peggiore di Salvini che si presenta nel campo Sinti (non Rom, ma Sinti italiani, che sia ben chiaro) di via Erbosa a Bologna e dei ragazzi dei centri sociali che gli spaccano il vetro della macchina, sono i commenti di tutti coloro che hanno letto la notizia o varie opinioni sulla stessa.
La grande lezione che ho tratto da questi giorni e da questa vicenda è, devo dirlo, non proprio una novità, ma ciò non toglie che sia aberrante. Persone con una dilagante ignoranza in merito all'argomento, che vogliono essere presi sul serio. Come si può prendere sul serio qualcuno che non sa di cosa sta parlando? Lo trovo assurdo, ecco perché non mi prendo nemmeno la briga di leggere approfonditamente determinati commenti, quando denoto immediatamente l'assenza di una, quanto meno minima, conoscenza in merito all'oggetto su cui scrivono l'opinione stessa.
Anche io sono un'ignorante, non lo nego, però evito di esprimere pareri approfonditi su ciò che conosco solo con superficialità. In questo modo mi viene voglia di conoscere, di scoprire qualcosa di nuovo, di informarmi su una determinata questione; così sarò libera di poter dire la mia in merito. Quello che invece è facilmente riscontrabile è questa grande voglia di ogni persona esistente e che legge una notizia, di dare la sua autorevole opinione da soggetto non esperto, perché tutti possano esserne partecipi.
Questo simpatico giochino si presta largamente a diventare virale quando due soggetti, che la pensano all'opposto su ogni argomento o situazione, trovano una cosa assai rara: un nemico comune.
Nemico comune=Rom. Nemico comune=Zingaro.
C'è un però: Zingaro≠Rom.I Rom sono zingari (termine usato da me in maniera non dispregiativa), ma gli zingari non sono solo Rom.
Ne so poco anche io su questo popolo, ma quanto meno sono in grado di capire che un campo nomadi non è abitato necessariamente da Rom. Se le persone volessero informarsi, scoprirebbero che sono cinque le grandi etnie (non sono sicura che questo sia il termine più corretto) che compongono il popolo romanì (o romanò, o zingaro): Rom, Sinti, Kalé, Manouches e Romanichals.
Quando mi sento dire che non fa differenza, che non importa se non sono Rom ma Sinti, perché tanto la sostanza non cambia, non posso fare a meno di arrabbiarmi. Cosa significa che la sostanza non cambia? Se tu (soggetto generico) vuoi esprimere una lecita opinione, non puoi giustificare la tua mancata conoscenza con un "tanto è uguale"; non lo è, perché dimostri di non conoscere nella realtà quella vicenda, di non averla vissuta sulla tua pelle o di non aver indagato a fondo. Sei partito da un pregiudizio, così grande che chi cerca di farti capire il tuo errore non capisce nulla e meriterebbe di subire un furto da parte degli zingari (come se fossero gli unici a rubare, tra l'altro).
Questa è l'ignoranza peggiore: quella di chi è convinto di stare dalla parte del giusto solo perché 99 persone su 100 di coloro che commentano la stessa notizia la pensano come lui; quelle che perseverano nell'esprimere un'opinione monca di conoscenza (che aimé è quella che si diffonde più facilmente); quelle che, ad una persona che ha un'opinione differente, magari corroborata dai fatti, rispondono augurandogli violenza. L'ignoranza genera odio ingiustificato, l'odio genera violenza, la violenza cresce e cresce fino ad arrivare al suo apice. L'apice è la morte: la morte del sapere, la morte della bellezza delle diversità, la morte augurata, la morte reale.
In questo caso poi, la morte è augurata attraverso l'utilizzo dei forni, chiaro e allarmante richiamo al genocidio perpetrato dai nazisti nei confronti di diverse popolazioni, tra le quali anche i Rom e i Sinti.
Augurare a un popolo il genocidio, pretendendo di essere presi sul serio, di non essere considerati razzisti (quelli da: "non sono razzista ma gli zingari no"), di essere considerate persone quando il popolo romanì non lo si riconosce tale, fa di questi soggetti uomini e donne senza dignità alcuna. Senza se e senza ma.
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